Unione Nazionale Camere Minorili Multiprofessionali

S C U O L A  D I  L E G G E

di Diritto Minorile, Diritto di Famiglia, Scienze Sociali Forensi e Criminologia  e Psicologia Giuridica e Forense

dell'Istituto degli Studi Giuridici Superiori

Fondata nel 1996 - Ufficialmente il 24.01.2000 Attp notaio Albore rep. 66893

Direttore Scientifico Avvocato Manlio Merolla

Sede Legale ed Operativa Nazionale: Napoli, via D.De Dominicis,14 80128

Ente di Ricerca Scientifica iscritta nella DEA -Ente di Alta Formazione ed Aggiornamento Professionale

Osservatorio  Socio-Giuridico - Pubblicazioni Giuridiche e Scientifich

Cod. Fisc.: 941.97.310.637- Segr. e Fax :081.184.68.493 scuoladilegge@libero.it - Diretto:335.808.69.04  Email: lexmerolla@libero.it 

"E’ vero anche oggi che l’Ordine Forense è collocato così in alto che da esso uscendo mai si sale,

                                                                                                                                e in esso rientrando mai si discende”


 

 


   Unione Nazionale Camere Minorili Multiprofessionali

 

“ Le missioni umane non aspettano le grandi occasioni, sfruttano le piccole… “


Quanto troverete in questo portale vuole rappresentare un sommario sintetico delle innumerevoli attività di ricerca, studi, confronti, conferenze e proposte normative promosse dall’Istituto degli Studi Giuridici Superiori in gemellaggio con le Associazioni Forensi oggi facenti parte dell’Unione Nazionale Camere Minorili Multiprofessionali d’Italia, con il Movimento dei Missionari Forensi .


 

Una breve sintesi che tenta con temerario coraggio di raccogliere solo alcune delle più significative attività poste in essere in 17 anni di febbrile lavoro interassociativo, con un solo ed unico scopo: di lasciare una piccola traccia nella storia dei tempi per esortare le giovani generazioni che nulla è poco se offerto con onestà e con senso missionario e vocazione. 


 

Infatti per accedere nell’avvocatura, indipendentemente dai corsi di formazione, esami e concorsi, oggi più che mai occorre avere lo stesso senso missionario, la stessa  vocazione  con la quale si accede nel sacerdozio, attesa la grande responsabilità “ dell’altro” che riceviamo nel nostro operato.


 

Nella storia del diritto italiano, un piccolo grande esercito di “missionari forensi” hanno lavorato in questi anni a ritmo dell’orologio del diritto e della giustizia con tutte le sue leggi, dove può avvenire, nel turbine di vari eventi, come di fatto è successo che ci sono minuti in cui avviene più di quanto avvenga in anni.


 

In  questi 17 anni  in tanti hanno contribuito a raccogliere e testimoniare un laborioso lavoro di  studi  e ricerche delle scienze giuridiche e socio-psicologiche nella materia dei minori e della famiglia in Italia, apportando alla politica  stimoli nella produzione di nuove norme, agli esperti nuovi strumenti professionali e nei lettori spunti di riflessione e di confronto.


Esprimo i miei più vivi ringraziamenti per la collaborazione ricevuta ed altamente qualificata degli esperti e colleghi tutti  con  contributi scientifici e giuridici, tesi a cercare di fare emergere le complesse problematiche che si dibattono nelle famiglie della nostra società e degli effetti di varia natura che sui bambini del nostro tempo vengono a prodursi, oggi più che mai di difficile interpretazione e spesso anche non interpretati correttamente.


Gli interventi e contribuiti giuridici e scientifici che ho proposto con tutti Voi, come sempre non hanno alcuna pretesa di poter rispondere compiutamente alle crescenti domande e quesiti che ciascuno di noi si pone, ma tendono solo ad offrire degli orientamenti e chiarimenti e creare un generoso slancio comunicativo all’accoglienza e all’ascolto, per quanto sia difficile, nella nostra quotidianità convulsa e confusa.


Un particolare ringraziamento e rivolto all’OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA FAMIGLIA E PER LA TUTELA DEI MINORI  dell’Unione Nazionale Camere Minorili Multiprofessionali, costituito dai numerosi esperti delle Associazioni Forensi e Sociali e Camere Minorili Multiprofessionali, che a vario titolo come un piccolo esercito offrono spunti e riflessioni ai numerosi  studi e ricerche in itinere, per riflettere, interrogarsi con coraggio e tentare i cambiamenti con audacia.


Intendo chiarire che lo scopo dei miei scritti, interventi e lezioni non è tentare di  medicalizzare con terapie “ linguistiche” o contributi teorici i mali dell’anima dei minori e famiglie che attraversano le esperienze e prove che la vita spesso pone, eludendo la domanda o mirando a fare cancellare rapidamente i sintomi, lasciando inalterate le cause.


Anzi, lo scopo è farmi portavoce delle tantissime richieste ed invocazioni pervenute dai protagonisti delle storie umane che vivono le vicende agitate negli scritti giuridici, unici testimoni  silenti ma reali di questo nostro lavoro.


Infatti dalle loro conferme e dalle loro testimonianze, oggi posso confermare che quando le famiglie si frantumano, solo accogliendo la sfida della passione senza indugio, affrontando l’angoscia dei vincoli affettivi spezzati e la paura della solitudine, è possibile realizzare le potenzialità sopite: sentendosi vivi, veri e vitali, capaci di mutare l’esistente e di ricominciare una nuova narrazione di sé e di chi sta accanto, e come ricordava Platone “ reintrodursi nei nervi dell’anima”.


Perciò colgo l’occasione in questa mia nota di tentare di far sentire a chi, leggendomi, scrivendomi o a chi si è rivolto alle nostre Associazioni Forensi in questi anni, ha avuto fiducia in noi tutti, e quanto personalmente sono realmente vicino ai loro sentimenti spesso graffiati nell’anima .


Vorrei riuscire a trasmettere a tutte queste persone la profonda empatia che ho provato e provo nei loro confronti e la responsabilità che mi deriva dall’aver ricevuto in dono la confidenza più grande: la storia della loro vita, il mandato di difenderla e la responsabilità e la gioia di lavorare con Voi per loro come un umile missionario dei nostri tempi.


Perché entrando nelle loro storie sono riuscito spesso ad evocare la mia storia, rilevando divergenze e convergenze, recuperando le tante emozioni che ritenevo perdute e le capacità di dialogo oramai sopite. Occorre quindi un orecchio in più per: “ udire tra le parole”.


Perché in tal modo forse si può comunicare alla persona sofferente che l’abbiamo raggiunta nel luogo opaco del suo dolore, così lontano da far dire a Lacan:

“ Io sono la dove non sono”.

Quando ciò accade, anche il silenzio diventa parola e le espressioni consolatrici perdono l’aspetto banale ed inutile che sterilizza per acquisire verità ed efficacia.


“Udire tra le parole” …..anche se sono scritte. Perché anche le parole scritte spesso trovano la giusta Voce per farsi sentire . 


Continuiamo insieme sempre più numerosi a dare testimonianza tangibile del nostro operato e del nostro mandato con la sola convinzione che solo l’Amore rende eterne le opere fatte in nome della nostra fede e nel Signore.


Che Dio ci conservi nella Giustizia,  La Forza di DifenderLa

e La Saggezza di ApprezzarLa

Avv. Prof. Manlio Merolla

[ Rielaborazione Editoriale Lex et Jus rivista 2007]



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Diritti Riservati.  A Cura del Dipartimento Studi Giuridici Informatici  dell'Istituto SGS.